libero dalle catene con il coaching

Psicologia, counseling e coaching: qualche indicazione per capire meglio.

Qual è la differenza fra uno psicologo, un counselor e un coach?

Si tratta di una domanda che mi viene posta spesso e alla quale posso dare solo parzialmente risposta, in quanto non sono una psicologa né una counselor e, pur essendomi informata e avendo letto molto in merito, non ho un titolo specifico relativo a queste due aree professionali.

Inoltre qualunque risposta con pretese “accademiche” offrirebbe l’innesco ad una discussione di ampia portata… altro che il derby citato in uno degli ultimi post, assomiglierebbe più alle semifinali dei mondiali di calcio,

Euro Cup 2012con Francia Germania Brasile e Italia a contendersi l’accesso alla finale! Infatti, come spesso accade in queste occasioni, non c’è peggior tifoso di chi sente di non essere messo nella giusta luce quando si tratta di professioni che fanno parte dell’identità, più che dell’attività lavorativa, di una persona. Continua a leggere

Elena Re Business Coach Cuneo

Le competenze di base di un coach

Oggi affrontiamo la questione “come si diventa coach?” dal punto di vista delle cosiddette soft skills, le competenze cioè che esulano dagli aspetti tecnici e riguardano quelli cognitivi, relazionali, realizzativi e manageriali: tutti aspetti che contribuiscono, insieme ad altri, a rendere un coach… un vero coach.

Le principali competenze di base che un coach deve avere sono, secondo me ma non solo, la capacità di:

  • ascoltare attivamente ed empaticamente,
  • sospendere il giudizio accogliendo il coachee e le sue istanze in piena neutralità,
  • diventare l’alleato del coachee nel percorso verso la concretizzazione dell’obiettivo prefissato.

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Tutti abbiamo un PASSATO…

RUGBYOggi tocchiamo un altro aspetto della formazione non convenzionale di un coach: il peso e il significato del percorso personale e professionale di una persona prima di diventare coach.

Si tratta di uno degli argomenti che maggiormente suscita polemiche fra gli stessi coach: se aveste l’occasione di frequentarne molti, infatti, vi ritrovereste probabilmente ad assistere ogni tanto ad una sorta di derby (della Mole, della Madonnina, del Colosseo, del Faro di Genova… fate voi, io non sono tifosa!).

Elena Re Coaching CuneoLa squadra A sostiene che un coach debba essere un esperto di contenuti nell’argomento di cui tratta e aver già vissuto esperienze significative e ottenuti risultati di eccellenza.

La squadra B argomenta che un coach debba essere esclusivamente un esperto di processo (di coaching), il che significa essere in grado di individuare e trattare schemi, credenze, atteggiamenti, abitudini disfunzionali, a prescindere dall’ambito di applicazione del processo stesso.

[A dirla tutta esiste anche una squadra C, che sostiene che il coach dovrebbe essere una sorta di semi-dio, praticamente perfetto e sempre di buon umore, in ottima forma e salute, ricco sfondato e simili: si tratta di una squadra numericamente poco consistente, e di solito composta da chi non è affatto coach e vuole screditare la categoria, quindi non ce ne preoccupiamo.] Continua a leggere

Elena Re Coaching Cuneo

La FORMAZIONE di un coach

Oggi argomento scottante, che giustamente è stato molto richiesto da chi ha compilato il mio sondaggio di gennaio.Happy graduates.

Come si diventa coach? Qual è l’iter formativo?

Ebbene, la risposta è semplice e complessa al tempo stesso.

La parte semplice della risposta: in Italia non c’è un percorso formativo riconosciuto che possa “certificare” legalmente e ufficialmente un coach.

Come ricorderete, in questo post vi avevo raccontato che in Italia non esiste al momento alcun riconoscimento effettivo della professione di Coach, la quale rientra fra le professioni “non organizzate in ordini o collegi” normate dalla Legge 4/2013.

Questo implica che chiunque possa decidere di definirsi coach e di esercitare un’attività di supporto alla persona o alle organizzazioni definendola coaching, senza aver conseguito alcun titolo di studio legalmente riconosciuto, quindi bisogna fare attenzione a chi ci si rivolge.

Al tempo stesso, il fatto che sia possibile non significa che la maggior parte dei coach professionisti in circolazione si stiano comportando così. Continua a leggere

Elena Re Coaching Cuneo

PERCHÉ funziona il coaching?

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Ed eccoci infine a chiederci: perché funziona il coaching?

Cosa lo rende uno strumento così efficace?

Cosa permette a un coachee di ottenere tramite un percorso di coaching risultati eccellenti, a volte anche in tempi molto brevi?

Si potrebbe disquisire a lungo sull’argomento, portare evidenze e citare teorie, rifarsi all’approccio maieutico introdotto nella cultura occidentale da Socrate e tramandatoci da Platone, elencare casistiche dettagliate.

Dato che potrete trovare un’ampia documentazione consultando altre fonti, vi risparmio questa parte e vado subito a quello che io ritengo essere il punto.

guardare oltre con il coaching

Per mia esperienza personale, il vero motivo per cui il coaching funziona, e bene, è riconducibile a questo:

permette alle persone di vedere le cose da un punto di vista diverso dal loro solito.

Tutto qui?

Sì, secondo me alla fin fine è tutto qui. Solo che non si tratta affatto di una cosa da poco.

Se pensiamo ai momenti che hanno radicalmente cambiato la nostra vita, che ci hanno ispirati, che ci hanno permesso di diventare le persone che oggi siamo, dobbiamo ammettere che tali momenti sono sempre stati caratterizzati da un cambiamento di percezione, dall’apertura a nuovi  sistemi di pensiero, dall’acquisizione di una nuova prospettiva: sulla vita, sulle relazioni, sulle nostre priorità, e via dicendo. Continua a leggere

Elena Re Business Coach Cuneo

Come funziona il coaching? Secondo round

Con l’ultimo post abbiamo cominciato a chiarirci le idee su come funzioni il coaching, e oggi approfondiamo e ampliamo l’argomento.

Come ricorderai, il coaching non è una professione regolamentata se non dalla Legge 4/2013 e dalla volontà di rigore e trasparenza di alcune associazioni.

Inoltre ogni coach, in quanto individuo, ha un proprio approccio personale alla relazione di coaching, che riflette, reinterpretandoli, i principi metodologici appresi durante il percorso formativo.

Infine, all’interno di un percorso di coaching, si attraversano fasi diverse che, a giudizio del coach, possono/devono essere affrontate con modalità diverse.

ビジネスマン 握手Consideriamo poi che il coaching è basato sulla relazione – paritaria e fondata sulla fiducia reciproca – fra coach e coachee, quindi sull’interazione fra due esseri umani, con le loro personalità, peculiarità, sfumature comportamentali ed emotive.

L’apporto del coachee è altrettanto determinante in termini di approccio e direzione del percorso di coaching, e il suo contributo non può essere preventivamente ipotizzato perché è l’evolversi stesso della relazione di coaching che porta al raggiungimento dell’obiettivo prefissato, attraverso sentieri spesso mai battuti.

Ne consegue che non è possibile spiegare come si svolga in concreto un percorso di coaching o una singola sessione, benché si possano senz’altro ricostruire alcune linee guida cui fare riferimento. Continua a leggere

Elena Re Coaching Cuneo

COME funziona il coaching? Prima parte

Come funziona il coaching?

Una delle domande più complesse sul coaching è anche quella che mi viene posta più spesso in forme diverse:

  • come funziona il coaching?
  • quali sono i meccanismi?
  • cosa succede in pratica durante una sessione di coaching?

La domanda risulta complessa perché, come in tutti i percorsi basati sulla relazione, non è possibile definire un protocollo standard, al quale attenersi rigidamente e che quindi può essere spiegato in modo logico e sequenziale.

Quindi, prima di tutto, vediamo di stabilire alcune premesse fondamentali, semplificando al massimo.

PREMESSA N. 1

Gli obiettivi di un percorso di coaching sono sostanzialmente riconducibili a due macro-aree: consapevolezza e commitment.

Consapevolezza

Con questo termine si intende l’acquisizione progressiva di chiarezza e certezza interiore in merito alla situazione attuale e alla situazione desiderata.

In parole semplici, si tratta di capire esattamente a che punto sei (il contesto, le relazioni, lo stato emotivo, etc) e dove vuoi andare (definire cosa non vuoi e cosa invece vuoi, capire quali sono le spinte motivazionali, quali le possibili conseguenze sulla tua vita e su quella delle persone coinvolte, etc).

Commitment

Il termine commitment (perdonate l’anglismo, ma in alcuni casi la traduzione sarebbe dispersiva) fa invece riferimento ai concetti di impegno, responsabilità e dedizione.

Anche qui, volendo semplificare, si tratta di definire le strategie utili al raggiungimento dell’obiettivo, le risorse da valorizzare e/o reperire, un piano di azione dettagliato e al tempo stesso flessibile, e l’insieme di attività, abitudini, pensieri, etc. che possano dare supporto alla persona nel mantenimento a medio/lungo termine dell’impegno assunto. Continua a leggere

Elena Re Business Coach Cuneo

COSA è in effetti il coaching?

Coaching

Negli ultimi anni si è sentito parlare spesso di coaching, e spesso a sproposito.

Ogni volta che mi ritrovo a raccontare quello che faccio, mi rendo conto che spesso non si ha davvero idea di cosa sia il coaching in concreto:

  • quali sono le basi?
  • come si sviluppa un percorso di coaching?
  • e come si costruisce una relazione di coaching?

Quindi, ho deciso di fare un po’ di chiarezza, cominciando proprio dai principi generali:

AICP, l’Associazione Italiana Coach Professionisti cui anche io aderisco, lo presenta così: “Il Coaching è un metodo di sviluppo  delle potenzialità dei singoli, dei gruppi e delle organizzazioni  che ha come fine ultimo l’alleanza con il proprio cliente nel percorso della sua autorealizzazione”.

ICF, la più significativa associazione internazionale di coach, lo definisce “una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale”.

Claudio Belotti, il primo coach che ho conosciuto oltre 10 anni fa, scrive: “Il Coaching è il processo durante il quale si aiutano individui, gruppi di persone e aziende a raggiungere il massimo livello delle proprie capacità di performance. Questo processo porta all’espressione piena delle risorse, al superare i propri limiti e ad aggirare le barriere per dare il meglio. Il Coaching si focalizza sul cambiamento generativo, è quindi più ‘orientato al risultato’ piuttosto che ‘centrato sul problema’…”.


Perché ho scelto proprio queste definizioni di coaching fra le tante che si possono trovare?

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Elena Re Coaching Cuneo

Risultati = Valore: sono davvero sinonimi?

Questa settimana ho partecipato a un interessante incontro della Comunità di Pratica di life coaching organizzata in Piemonte dal Coaching Club AICP, e in merito al concetto di valore è emerso con forza un argomento, introdotto da un collega che stimo molto:

fra le missioni del coaching c’è anche l’aiutare le persone a svincolare il proprio valore dai propri risultati.

 

Sempre questa settimana, avrei dovuto partecipare a una conferenza durante la quale, fra le altre cose, si è parlato di quanto sia importante dare attenzione ai risultati, invece che alle parole, per valutare il valore di un professionista, di un’azienda, etc. e più in generale della persona con cui abbiamo a che fare.

Dato che coaching per definizione è sinonimo di allenamento, e che l’allenamento implica una valutazione basata sui risultati ottenuti,

e dato che la nostra società è sempre più orientata – nel bene e nel male – a giudicare le persone sulla base dei loro successi,

ho pensato che fosse il momento di spendere qualche parola in merito a questo tema così delicato. Continua a leggere