Elena Re Coaching Cuneo

Abbiamo bisogno di lentezza?

Siamo ormai quasi alla fine di questo anno così impegnativo, e oggi voglio parlarti del bisogno di lentezza che provo in questo periodo.

La settimana passata ho pubblicato un post sul mio profilo personale di Facebook, con questa immagine:

affidarsi

Non hai sempre bisogno di un piano. A volte hai solo bisogno d respirare. Avere fede. Lasciar andare. E stare a vedere cosa accade.

Era una riflessione a proposito del fatto che in questo ultimo periodo mi capita spesso di sentirmi dire, di leggere, di pensare, che avrei bisogno di affidarmi maggiormente invece di voler pianificare ostinatamente. Momento interessante, dato che siamo a fine anno e di solito in questo periodo faccio il punto della situazione e traccio a grandi linee i piani per l’anno nuovo!

L’importanza della pianificazione…

Come coach, conosco bene l’importanza di definire obiettivi “ben formati” e di delineare le strategie più funzionali al loro conseguimento. È un’attività che faccio per me e che accompagno i miei coachee a fare, e i risultati si vedono, eccome se si vedono…

Quest’anno però mi sento stranamente restia a entrare troppo nel dettaglio, e a giudicare dall’accoglienza calorosa che questo mio post ha ricevuto credo di non essere la sola.

… e il bisogno di lentezza.

Forse è una questione di età, forse è il risultato di un anno troppo pieno di eventi, di emozioni, di sconvolgimenti personali e non solo. Il fatto è che mai come oggi sento che andrebbe riscoperto il piacere della lentezza.

E, anche se il periodo natalizio potrebbe non sembrare il più idoneo, con tutte le commissioni, i regali, gli impegni famigliari, forse è proprio questo il momento di decidere che meritiamo di rallentare. Di prenderci del tempo per noi stessi. Di riscoprire il piacere della lentezza.

Quindi?

Per quanto mi riguarda, spinta anche dall’esperienza stressante di questa ultima domenica di avvento, sono fermamente decisa a trascorrere la settimana fra Natale e Capodanno dedicandomi alla famiglia e al riposo, e quindi chiudendo i battenti della mia attività (mai successo del tutto, da quando sono in proprio: ti farò sapere se ci sarò riuscita!).

E la settimana successiva, penso che proverò a “respirare, affidarmi, lasciar andare, e stare a vedere cosa succede”. Ho idea che arriverà qualche bella sorpresa, nono fosse altro come premio per essere uscita così clamorosamente dalla mia zona di comfort ;-)

E tu, in che modo pensi di poter assaporare almeno un po’ il piacere della lentezza?

Fammelo sapere, scrivimi qui!

Elena Re Coaching - Cuneo

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Una delle cose migliori che il coaching ha fatto per me

PREMESSA: Per questa settimana avevo preparato un articolo che portasse avanti gli argomenti trattati negli ultimi tempi, ma ieri ho saltato il giorno della pubblicazione per eccesso di lavoro e quindi oggi mi sono ritrovata a decidere se procedere come previsto o scrivere invece qualcosa di più personale. E, per questa volta, ho scelto la seconda opzione. 

Oggi è il 1° maggio: Festa del Lavoro!1° Maggio festa del lavoro 6

Chi mi conosce sa che ho un trascorso lungo e travagliato con il concetto di “lavoro”.

Infatti più volte nella mia vita sono approdata a ruoli professionali che avevano a che fare con la ricerca e selezione, la ricollocazione, l’ottimizzazione del lavoro, etc., senza averli in effetti cercati. Purtroppo, in due occasioni l’evoluzione aziendale di questi ruoli mi ha portata a desiderare una qualsiasi alternativa pur di andarmene, ed è nato in me una sorta di amore-odio per questo tipo di attività professionale. Da un lato, c’era la gioia di dare una mano alle persone nel trovare un lavoro o gestire meglio quello che già avevano, la sensazione di fare qualcosa di davvero utile – nel mio piccolo – per migliorare un po’ il mondo intorno a me; dall’altro, c’era tutto il contorno che non mi piaceva affatto e soprattutto mi costringeva a dei compromessi che non riguardavano solo me, ma anche la vita di altri.

E i compromessi mi esasperano, parecchio, così, quando ho chiuso con l’ultima esperienza legata a questo settore, ho pensato che mai e poi mai avrei più voluto occuparmene.  Continua a leggere