conosci te stesso

Quanto conosci te stesso?

Sei pronto a fare sul serio per portare chiarezza nella tua vita? Finora abbiamo preparato il terreno, imparato a fare ordine dentro e fuori di noi e scoperto come gestire una delle principali fonti di auto-sabotaggio… adesso si comincia con il lavoro vero!

Quando parlo di chiarezza e quando con i miei coachee lavoro sull’acquisire chiarezza, le aree cui faccio riferimento sono essenzialmente tre:

  • identità =>intesa come la risposta alla domanda “chi sono/sento di essere?”
  • scopo => inteso come la risposta alla domanda “qual è il motivo per cui sono qui?”
  • obiettivo => inteso come modalità di realizzazione di identità e scopo 

A volte non sembra, perché le persone possono arrivare da un coach con la preoccupazione di COME ottenere un certo risultato, che hanno già definito e chiarito con se stesse.

Certo, è vero che il come è una diretta conseguenza del chi, del perché e del cosa. Al tempo stesso, è altrettanto vero che, lavorando sui come secondo certi criteri, si arriva a definire – meglio o del tutto – proprio chi siamo, cosa ci muove e quale obiettivo ci permetterebbe di esprimere noi stessi.

Nell’ambito del nostro mese sulla chiarezza, i post sull’ordine, sul silenzio, sulle emozioni, hanno rappresentato modi diversi di lavorare sul come: se infatti noi predisponiamo l’ambiente che ci circonda e il nostro “ambiente interiore” a sostenerci nella nostra ricerca di chiarezza e di successo, le probabilità che chiarezza e successo si verifichino nella nostra vita sono decisamente più alte. Inoltre, lavorare sul come ci permette di bypassare le difese che noi stessi abbiamo eretto per proteggerci ed evitare che venga intaccata la nostra immagine di noi stessi.

In ogni caso, a questo punto del nostro percorso, è giunto il momento di affrontare la questione in modo diretto, quindi oggi cominciamo a toccare, con intento pragmatico e senza alcuna velleità o pretesa filosofica o psicologica, l’aspetto più complesso della triade: l’identità.

Lo facciamo con alcune domande a bruciapelo, e ti chiedo di dare una risposta sincera a te stesso, prendendoti tutto il tempo che ti serve:

  • Se tu dovessi descrivere chi sei oggi, in tre parole, a un bambino di 6 anni, quali aggettivi sceglieresti? (Prendi un foglio e una penna e fallo ora, per favore, per iscritto. E ricorda che un bambino di quell’età ha bisogno di spiegazioni concrete, non di voli pindarici).
  • Se dovessi dire chi sei oggi, allo stesso bambino e sempre in tre parole, quali sostantivi sceglieresti? (Fallo ora, per favore).

Adesso guarda alle 6 parole che hai scritto, e, prendendoti tutto il tempo necessario per dare una risposta sincera, chiediti:

  • da uno a 10, quanto mi sento rappresentato da queste definizioni?
  • quanto sono aderenti alla mia realtà di oggi?
  • sono le definizioni che vorrei fossero associate a me se qualcuno che amo parlasse di me oggi? se qualcuno dovesse far un discorso di presentazione su di me?
  • se no, quali parole vorrei invece che venissero utilizzate per definirmi, per presentarmi, per ricordarmi?

Posso immaginare che queste domande ti abbiamo messo un po’ a disagio, perché non siamo abituati a definire noi stessi, soprattutto esulando dai ruoli socialmente riconosciuti che ci siamo attribuiti con il passare del tempo. Eppure non è possibile trovare una risposta a una domanda che non ci si pone mai! 

La domanda “CHI SONO?” è in assoluto la più semplice da farsi, e la più difficile alla quale dare risposta.

E, se vogliamo capire meglio chi siamo (e di conseguenza dove vogliamo andare per decidere il prossimo passo da compiere) dobbiamo prima di tutto essere disposti a indagare, a metterci in discussione e a utilizzare qualsiasi strumento, per quanto banale ci appaia.

Quindi non temere di portela, e di farlo spesso, permettendo a te stesso di rispondere nei modi più diversi, cominciando così a scattare delle fotografie di quello che sei, giorno dopo giorno.

Ad un certo momento, ti renderai conto che le fotografie cominceranno a essere sempre più simili, avranno alcuni elementi ben precisi in comune, alcune sfumature che parleranno di te con chiarezza. 

E non si tratterà di comportamenti che oggi riferisci a te stesso dicendo “sono fatto così”, e nemmeno di aggettivi con i quali sei stato etichettato da bambino o adolescente.

Poco a poco, o magari tutto insieme all’improvviso, emergerà la tua parte più vera, più profonda e in evoluzione. La parte di te che puoi amare senza paura e che può farti essere te stesso senza paura.

L’unica cosa che conta è che tu, oggi, abbia il coraggio di cominciare a farti con costanza la giusta domanda, e a darti con costanza la risposta che senti più sincera.

ER coaching

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