EMOZIONI: chi gestisce chi? Due parole sul film Inside Out

emozioniLa settimana passata sono andata a vedere Inside Out, il film di animazione della Disney-Pixar appena uscito nelle sale le cui protagoniste sono le emozioni: Gioia, Tristezza, Disgusto, Rabbia e Paura.

A parte che come mamma non avrei potuto evitarlo nemmeno volendo, la verità è che adoro i film di animazione e questo non me lo sarei perso per niente al mondo, perché sono sempre molto interessata a tutto quello che riguarda l’interiorità dell’essere umano. Questo film in particolare
affronta oltre tutto un aspetto finora ignorato e con una prospettiva del tutto nuova, quindi ha tristezzasuscitato un enorme interesse: senza anticipare nulla a chi non lo avesse visto (e comunque io ti consiglio davvero di andare al cinema a vederlo), l’accento è posto sull’importanza delle emozioni nel regolare la nostra vita e costruire la nostra personalità attraverso i ricordi che accumuliamo
negli anni. E le chiavi di lettura sono molteplici, almeno a giudicare dalla marea di articoli che vengono pubblicati in questi giorni sull’argomento, in particolare nel riconoscere il ruolo costruttivo delle emozioni comunemente considerate negative, soprattutto la tristezza.

Quella che però non ho letto finora in alcun articolo (e ovviamente non li ho letti tutti, quindi potrei sbagliarmi) è una riflessione che ritengo doverosa.

Il film presenta le nostre emozioni come le padrone assolute della nostra vita: un enorme passo avanti rispetto all’idolatria della logica e del raziocinio dell’era scientifica ma anche una limitazione inaccettabile del libero arbitrio dell’essere umano.

Davvero possiamo e vogliamo credere che le nostre emozioni ci comandino a bacchetta, nel bene e nel male? Che fine fa il pensiero consapevole in tutto questo? E, soprattutto, come lo spieghi a un bambino  (o al tuo bambino interiore) che sta a lui/lei decidere quanto spazio dare a Rabbia, Tristezza, Disgusto e Paura?

Liberare, amare, accettare le nostre emozioni sono passaggi importanti e indispensabili del nostro percorso evolutivo, soprattutto se siamo stati cresciuti secondo il precetto che le emozioni vanno represse. Renderci conto che sta a noi, al nostro pensiero consapevole, comprendere il messaggio che le emozioni ci portano senza permettere loro di definire i nostri comportamenti è il passaggio successivo, altrettanto indispensabile.

Siamo noi che scegliamo su quali pensieri concentrarci, quali aspetti della realtà notare e quali trascurare. Siamo noi che decidiamo in parte come influenzare le reazioni chimiche all’interno del nostro corpo, assumendo alimenti sani o sostanze tossiche. Possiamo decidere di sorridere anche quando ci sentiamo giù, e il semplice movimento muscolare di distendere le labbra in un sorriso influenzerà il nostro umore e la nostra resa. Possiamo scegliere di cercare gli aspetti positivi e le opportunità in ogni situazione di disagio, anche se non ci verrebbe istintivo farlo, e migliorare così il nostro stato emotivo.

emozione-gioiaNel film, è un’emozione – Gioia, l’unica “positiva” – a ricoprire il ruolo di regista: forse è più corretto di quanto io non voglia ammettere, o forse Gioia in realtà incarna ben più di un’emozione.

Di sicuro possiamo concordare sul fatto che, se fosse la gioia a guidare la maggior parte dei nostri comportamenti e a mediare le nostre emozioni “negative”, la nostra vita e quella di chi ci circonda sarebbe migliore. E questo è un insegnamento che può essere positivamente trasmesso sia a uno spettatore bambino sia al nostro bambino interiore :D

PS In uno dei prossimi articoli affronterò l’argomento da un punto di vista più tecnico, se ti interessa approfondire un’area specifica scrivimelo in un commento – qui o sulla pagina Facebook: potrò esserti più utile!

ER coaching

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