Promemoria sul CAMBIAMENTO (nostro e altrui)
Il post di questa settimana avrebbe dovuto, nei miei piani, trattare tutt’altro argomento, ma oggi pare non voler proprio uscire dalla penna – ops, dalla tastiera – e il motivo è presto detto: in questi giorni ho avuto più volte l’occasione di confrontarmi con una situazione che, nonostante tutto il lavoro che faccio su me stessa, continua a farmi pensare ogni volta che si presenta.
Immagino che sia capitato anche a te: qualcuno che ti è vicino, magari un famigliare, un amico o un collega del tuo
stesso ufficio, o qualcuno che sta al fianco di una persona cui tu vuoi bene, si abbandona a comportamenti che tutto sono meno che costruttivi, come la lamentela, l’autocommiserazione, il perdere tempo con questioni che non lo riguardano (pettegolezzi) o sulle quali non ha modo di intervenire
direttamente (ingiustizie nelle varie parti del mondo, conflitti religiosi o ideologici, macroeconomia), la chiacchiera incontrollata o la dipendenza da videogiochi, TV o PC.
Tu vorresti intervenire, spronarlo ad agire/reagire, sostenerlo nel riprendere un percorso diverso, nel trovare uno scopo. Insomma, vorresti aiutare.

